Il Castello dei Martinengo

Si narra che il castello di Villagana fosse compreso fra i quindici donati da Ottone I, nel 953, a Tebaldo Martinengo. Nell’estimo visconteo del 1385 Villagana faceva parte della quadra degli Orzi ed era menzionata in una carta topografica del XIV secolo.
È Bartolomeo III il sostenitore di una bonifica “rinascimentale” della contea. Nel 1558 il borgo è assegnato al figlio Alfonso che dà origine al ramo dei Martinengo Villagana. Gli successe il figlio Bartolomeo IV e con lui la residenza segnò il massimo splendore. Giovanni Da Lezze, nel 1609-1610, scrive che “vi è dentro un bellissimo palazzo del Signor Conte Bartolamio Martinengo con una quantità di stanze et commodissime”. Nei primi del Novecento la dimora venne interamente restaurata e nel 1910 fu chiamato il pittore-architetto Luigi Comolli di Milano che adeguò il complesso ad uno stile “neo rinascimentale”. Nonostante la radicale trasformazione si possono ammirare l’elegante portico cinquecentesco, con cinque arcate sui due lati corti e sei su quello lungo, che abbraccia il vasto cortile d’onore e sul quale si mostrano le finestre del piano nobile.
Nel corpo centrale le lunette sotto il porticato ospitavano dipinti del tardo Cinquecento. Al piano terra vi sono sale con soffitti a volte decorate all’antica. Al primo piano si accede, attraverso uno scalone a due rampe, ad una lunga galleria con un soffitto policromo ligneo. Sul lato nord si innalza il torrione che si affaccia su un cortile e sull’oratorio ed ingloba probabilmente una struttura del XVI secolo. Il cancello di ingresso, in ferro battuto e in stile barocco, è sostenuto da pilastri sormontati con vasi in fiamme. Nella zona sud-est vi è una torretta quadrata con un altorilievo rappresentante il leone di S. Marco simbolo del dominio della Serenissima. Accanto vi è un palazzetto rinascimentale dove una loggetta a tre archi e colonnette abbinate a capitelli fogliati domina la “Valle dell’Oglio”.
Di particolare interesse è il giardino che gode di un ampio belvedere sul fiume e l’ampio parco con numerose essenze pregiate.